“Indie” ma non troppo: La raffinata voce di Davide Shorty

straniero

‘Straniero’ di Davide Shorty, è il disco di un musicista raffinato che, così come ci ha raccontato, in questo momento “vive con la valigia”, sempre in giro tra la sua Palermo, Milano, Londra e la Svizzera.

L’intervista telefonica che Davide ci ha concesso è stata, innanzitutto, una piacevolissima chiacchierata che ci ha trasmesso sia la passione per la musica ma soprattutto la grande cultura musicale del cantautore palermitano, che ci ha portato con sé nel racconto del percorso che l’ha condotto al suo primo album ufficiale. Un lavoro che, con grande senso di rispetto per la sua ‘famiglia’ di amici, ha definito un “disco collettivo, che trasmette il grande legame con tutti i musicisti che hanno suonato con me: la Straniero Band che mi accompagna nei concerti”.

Ma prima di arrivare a ‘Straniero’, abbiamo fatto un passo indietro e chiesto a Davide di parlarci di tutto quello che è accaduto prima, da Londra, dove il musicista palermitano si è trasferito nel 2010, fino a X Factor, a cui ha partecipato nel 2015: “Ho frequentato l’Institute of Contemporary Music Performance di Londra – ci dice – in un’immersione in una realtà complessa che, oltre ad avermi fatto perfezionare il mio lato artistico e musicale, mi ha soprattutto dato la possibilità di incontrare persone dal background culturale molto diverso dal mio, in una lingua diversa e con la fondamentale necessità di mettermi alla prova per una quanto più effi  cace integrazione multiculturale”. “All’IMCP – ricorda Davide – studiava anche il mio amico Alessandro La Barbera (co-produttore, insieme con Claudio Guarcello, di ‘Straniero’) con il quale, tra l’altro, abbiamo iniziato a suonare in pub, in hotel, dove proponevamo, con grande libertà, la musica che ci piaceva, da Marvin Gaye a Chet Baker, passando per la black di D’Angelo e la regina del soul Erykah Badu”. Londra è stata il posto dove ‘Straniero’ ha preso forma, anche perché, come ci dice Davide: “Neffa con i Sangue Misto cantava ‘sono straniero nella mia nazione’, ma ancora più straniero ci si sente fuori dalla propria na zione e ho visto quella città diventare decisamente più dura nel post Brexit, sembrava ci fosse una spaccatura tra la gente, persone incattivite rispetto al diverso da loro, o perlomeno a quello che loro percepivano come diverso, ho assistito personalmente a spiacevoli episodi di intolleranza”. “Quando invece – aggiunge – il movimento, il viaggiare, l’andare a confrontarsi con altre realtà, è fondamentale per la contaminazione. Siamo nati per il movimento, in fondo abbiamo due gambe, siamo fatti per spostarci”. Ma l’esperienza musicale di Davide nella capitale britannica ha anche un altro nome, ed è quello dei Retrospective for Love, una band fondata da Davide insieme con gli amici musicisti Alessandro La Barbera alla chitarra, il producer/pianista Gabriele Gaba Scalici e il bassista Agostino Collura, a cui si è unita una promettente cantante parigina, Leslie Phillips: “Con i Retrospective abbiamo suonato per anni a Londra in diverse occasioni di grande prestigio, abbiamo aperto, tra l’altro, i concerti di Bilal, uno dei nostri miti della musica neo soul e di Jordan Rakei, neozelandese di grandissimo talento”, ci racconta con entusiasmo Davide, confermandoci che, dopo il disco ‘Random Activities of a Heart’ uscito l’anno scorso, in questo momento il progetto è momentaneamente fermo ma non vede l’ora di tornare a Londra per fare il punto della situazione e, magari, dare vita a un nuovo disco. E poi X Factor: “Un’esperienza travolgente dal punto di vista del coinvolgimento emotivo, alla fine dello show non nascondo di aver subito un contraccolpo duro. Quel genere di fama è qualcosa che può destabilizzare, ma grazie all’aff etto di chi mi stava accanto e al mio desiderio di fare qualcosa di mio, di raccontare le mie storie, ho superato quegli attimi di grande pressione  – ci conferma -. Devo ammettere di avere avuto il grande piacere e onore di lavorare con Elio e con il suo staff  che mi hanno garantito, durante tutta la durata dello show, la massima libertà creativa”. A giudicare dal numero di concorrenti di questi talent che, una volta spenti i rifl ettori, non riescono a trovare il proprio percorso artistico, non possiamo non riconoscere a Davide la capacità di aver vissuto X Factor come una fortunata esperienza (tra l’altro si è classifi cato terzo) e di essere riuscito poi a riprendere in mano solo e soltanto la musica che più gli piace e che, evidentemente, più gli appartiene.
Percorso di studio, di tanta musica e di vita che, nel 2017, lo porta alla pubblicazione di ‘Straniero’, un disco che è un viaggio musicale dove la narrazione, con la scelta di un testo molto accurato, e, direi, autentico, si mescola con la meravigliosa complessità della soul music, del funky e della black music. “Per questo nostro viaggio abbiamo cercato di farci ispirare dalla storia dei cantautori italiani, da Tenco a Battisti, per citarne qualcuno, andandoli a mescolare con ciò che ascoltiamo da sempre, dall’hip-hop al funky, al soul, al jazz. Abbiamo provato a rendere quel mondo musicale funzionale alla tradizione della canzone italiana, facendo molta attenzione e portando il massimo rispetto, necessario, a mio parere, quando ti approcci a un percorso che non ti appartiene, culturalmente, quale quello, ad esempio, della black music”. “Non abbiamo voluto commettere l’errore – continua Davide – di appropriarci indebitamente di qualcosa che non è nostro. Quindi abbiamo studiato molto, abbiamo approfondito stili e suoni nuovi ma senza dimenticare la nostra storia”. E il risultato è indubbiamente riuscito, con tracce del disco che riportano alla mente la grande tradizione della musica italiana ma con una freschezza e una dinamica completamente in linea con i suoni più attuali.

Dalla pubblicazione del disco è passato ormai più di un anno, le recensioni sono state tutte più che positive e dalle parole di Davide, dal suo entusiasmo, siamo certi che il meglio debba ancora venire. Gli addetti ai lavori e i colleghi, sia quelli italiani che quelli del panorama internazionale, riconoscono in Davide e nella sua capacità di interpretazione dell’hiphop, del soul e della black music, un elemento di riferimento, tanto che – ci ha anticipato – in uno dei suoi prossimi impegni sarà sul palco affi  anco a un grande nome, Jack Steadman, l’ex leader dei Bombay Bicycle Club, nel suo nuovo progetto solista che porta il nome di Mr Jukes, in un concerto alla Roundhouse di Londra previsto per il prossimo 5 maggio. Continua, inoltre, a lavorare su nuovi progetti, con diverse collaborazioni in corso, e sul suo nuovo disco che – ci anticipa – avrà probabilmente una chiave di lettura più pop rispetto al precedente. E chissà che un giorno non approdi in Australia per una serie di concerti: noi crediamo che la sua musica abbia tutte le carte in regola per trovare anche qui il suo spazio. ‘Straniero’ è stato composto e prodotto da Davide in collaborazione con il tastierista Claudio Guarcello e il chitarrista Alessandro La Barbera e con l’ausilio di Karme Caruso e Alessandro Pollio alle tastiere, Alessandro “Concerto” Donadei alle chitarre, Emanuele Triglia al basso, Davide Savarese alla batteria, il producer Nebbia ai synth, Alessandro Presti alla tromba e Sebastiano Ragusa al sassofono. Undici tracce in cui sono presenti collaborazioni di assoluto livello quali Daniele Silvestri, i Th rowBack – gruppo neo soul di Roma – il rapper palermitano Johnny Marsiglia e il rapper Tormento, storico leader dei Sottotono. L’artwork del disco è di Corrado Grilli, alias Mecna, altro grande nome della musica italiana di questi ultimi anni. Produttore esecutivo Marco Losso. L’album è stato registrato tra lo Studio Nero di Roma e il Macro Beats Studio di Milano. Mixato ai Th e Park Studios di Londra da Tobin Jones e masterizzato da Noel Summerville, ingegnere del suono, al 3345 Mastering Studio. Pubblicato per l’etichetta Macro Beats.

Marco Patavino

(IL GLOBO, Eureka, giovedì 5 aprile 2018)