Rapporto finale sul progetto RCE Covid-19

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Dopo lunghi mesi di lavoro, la prima parte del progetto Risposta Comunitaria Emergenza Covid-19, ideato e coordinato da Nomit, è terminata con la fine del lockdown in Victoria per l’esaurimento dei fondi disponibili lo scorso ottobre.

Dell’assistenza fornita dalla nostra associazione, resa possibile dalla solidarietà dimostrata dall’intera comunità italiana durante il Radiothon di Pasquetta, hanno usufruito decine e decine di giovani ragazzi italiani rimasti senza alcun sostegno durate questo terribile periodo di pandemia. Questo splendido sforzo di solidarietà della nostra comunità rimarrà nella memoria di tutti come uno dei momenti più importanti degli ultimi anni.

Ringraziamo di cuore ogni singolo donatore che con grande generosità ha dato un segnale carico di significato in un momento così complicato per tutti. Ringraziamo la Father Attanasio Gonelli, tutti i suoi volontari e il suo presidente Felice Montrone per l’incredibile entusiasmo messo in questo progetto. Un grazie speciale va poi a Rete Italia, che con la ormai riconosciuta lungimiranza del suo management, ha offerto spazio e supporto alla raccolta fondi. Una menzione particolare va quindi al Co.As.It di Melbourne e al suo direttore Marco Fedi per aver fin dall’inizio dimostrato grande sostegno all’iniziativa di assistenza. Infine un grazie va anche a tutte le altre istituzioni ed organizzazioni comunitarie che hanno appoggiato il nostro lavoro, tra cui la Camera di Commercio di Melbourne e i Patronati Inas-Cisl e Acli.

Al termine di questa eperienza molto impegnativa, possimo certamente essere fieri per il fatto che attorno a questo progetto si sia raccolto lo sforzo collettivo e unitario della parte migliore e più solidale della nostra comunità, che è così riuscita a garantire, in tempi brevissimi, una rete di sostegno a molti degli italiani in difficoltà durante i mesi del lockdown.

Il progetto RceCovid19 ha garantito in oltre sei mesi supporto economico, informativo e psicologico a poco meno di 250 italiani con visti temporanei residenti in Australia. Aver impiegato oltre $60.000 in forma di aiuto finanziario a persone in difficoltà è uno dei risultati di questo progetto. Altrettanto importante è stato poi aver costituito una rete di supporto e ascolto delle difficoltà che molti nostri concittadini hanno vissuto in questi mesi, e aver in molti casi instaurato rapporti di fiducia fondamentali verso la costruzione di una nuova comunità di cittadini mobili, basata sui valori di appartenenza e solidarietà.

Allo stesso tempo, purtroppo, non si possono ignorare le sofferenze che la crisi generata dal Covid19 ha causato ai migranti temporanei in Australia e che sono state causate dalle iniquità di trattamento e dalle disuguaglianze sul piano dei diritti, alle quali peraltro i migranti sono sottoposti quotidianamente in ogni angolo del mondo. Lo sforzo di Nomit è una goccia nel mare di indifferenza che purtroppo permea la questione dell’immigrazione in Australia e tanto ancora va fatto affinché le istituzioni e i governi rivolgano parte degli enormi sforzi indirizzati al superamento della crisi economica e sociale verso la salvaguardia dei diritti e l’inclusione dei migranti temporanei. Mai come in questo anno 2020, in un paese sviluppato e ricco come l’Australia, un gruppo di migranti generalmente privilegiati come gli italiani hanno vissuto sulla loro pelle il significato di esclusione, discriminazione, indifferenza che moltissimi altri hanno sofferto e continueranno a soffrire al di là di questa pandemia. Uno dei risultati di questo progetto condotto da Nomit è quello di aver intravisto il significato concreto di una assunzione di responsabilità verso questi problemi che ci riguardano come individui, cittadini del mondo, e come comunità.

Nonostante ciò e sebbene gli sforzi di comunicazione via Radio, giornali, social media, mailing lists e passaparola, in molti non sono stati raggiunti dagli aiuti. Molti avranno cercato assistenza nelle mense dei loro quartieri, alla parrocchia locale che distribuiva generi di prima necessità, facendo richiesta di un aiuto alla Croce Rossa. Oltre allo stigma associato al dover richiedere aiuto, queste persone sono state lasciate sole, e questo ci porta a fare una considerazione per noi fondamentale: lo sforzo di associazioni comunitarie, per quanto celebrato ed encomiabile, è e sarà sempre inadeguato di fronte a situazioni di crisi sociale ed economica come quella vissuta durante questi mesi, e che per una fascia estremamente vulnerabile come i migranti temporanei è destinata a protrarsi nel futuro prossimo. È indispensabile pertanto che di queste situazioni di esclusione sociale e difficoltà economica si facciano carico i vari livelli di governo in Australia, sia con interventi emergenziali sia con riforme sostanziali delle politiche migratorie e rendendo i servizi sociali, sanitari ed educativi accessibili a tutti senza discriminazioni.

Ancora una volta, come spesso è capitato in questi mesi, a nome della comunità che abbiamo rappresentato, rivolgiamo pertanto un appello alle istituzioni governative australiane e alle rappresentanze italiane in Australia affinché ascoltino i bisogni dei migranti e agiscano per garantire un miglioramento dei loro diritti e delle loro opportunità.

 

Leggi l’intero rapporto-finale-sul-progetto-rce-covid-19-ottobre-2020_def a cura di Enrico Moscon.

 

Leggi qui gli altri rapporti provvisori dei mesi passati:

quarto-rapporto-parziale-sul-progetto-rce-covid

terzo-rapporto-parziale-rcecovid-19-05-luglio-2020

rapporto-parziale-2-rcecovid-19-30-maggio-2020

report-i-operativita-risposta-comunitaria-emergenza-covid-19